Descrizione

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Huawei Watch 2 è uno smartwatch con Android Wear 2.0 e display AMOLED da 326 ppi. Esiste in due versioni: Sport e Classic, anche con modem 4G LTE integrato per una totale indipendenza dallo smartphone. Costa 329 euro in versione Sport, 379 euro in Sport LTE, e 399 euro nell’edizione Classic, la più pregiata. Tra le due ci sono differenze costruttive: la Classic ha una cassa in acciaio e cinturini standard da 22 mm; la Sport ha la cassa mista a ceramica e cinturini ad-hoc da 20 mm.

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Al di là dei nomi, Huawei Watch 2 è uno smartwatch che si presta bene all’uso sportivo. Ha tutti i sensori necessari (cardio PPG, barometro, GPS, giroscopio, bussola), la resistenza a liquidi e polvere con la certificazione IP68 e l’app Allenamento specifica e personalizzata, dedicata alla corsa, alla bici e all’attività fisica generale. Da questa, possiamo impostare obiettivi di distanza, tempo o calorie bruciate, possiamo lasciarci guidare in allenamenti cardio o brucia grassi (con il cardiofrequenzimetro a comandare il tutto), oppure attivare un vero e proprio piano di allenamento personalizzato in base ai valori VO2max e all’obiettivo fissato, per una approccio guidato e a lungo termine.

Huawei Watch 2 per lo sport

Per controllare la precisione di questi dati ho usato Huawei Watch 2 assieme ad un Garmin Forerunner 630 + fascia cardio HRM. Nelle due settimane di allenamento (con, in mezzo, la Maratona di Roma corsa come alternativa al “lunghissimo” della preparazione per la Maratona di Vienna del 23 aprile) ho trovato l’app Allenamento comoda e pratica – ma non ancora capace di sostituire uno sportwatch dedicato.

Il suo fix GPS è veloce, ha la possibilità di vibrare per le segnalazioni, ci può avvertire al raggiungimento di un certo valore (esempio: ogni km, o quando la frequenza cardiaca è fuori dalla zona attivata) ed è capace di tirar fuori metriche avanzate, grafici carini, andamenti e medie da analizzare poi sullo smartphone. C’è tutto quel che basta ad un amatore occasionale, anche un po’ esigente. Inoltre la versione Watch 2 LTE lascia spazio a tutta una serie di controlli a distanza e monitoraggio remoto del percorso, delle prestazioni, un modo simile a quel che succede con Garmin Live Track ma senza l’obbligo dello smartphone in tasca.

Tuttavia gli sportwatch dedicati restano ancora più precisi e più affidabili per le attività sportive impegnate. Il GPS di Huawei Watch 2 cambia precisione in base al percorso, alla città, al contesto. Certe volte mi sono trovato con differenze di una decina di metri nel far scattare il chilometro, mentre altre lo scarto è stato molto superiore. Mi son trovato con un delta a fine allenamento di 100 metri (credibile) o 500 metri (appena tollerabile), e di conseguenza con un passo medio o istantaneo diverso dalla lettura Garmin (riconosciuta come affidabile).

Analisi dei dati di Huawei Watch 2 e Garmin Forerunner 630 con fascia cardio HRM

Ma, sopratutto, ho avuto una lettura poco credibile del battito cardiaco, con valori molto sopra la realtà, anche allarmanti. Qui Huawei Watch 2 deve migliorare. Vedere 210 BPM nel bel mezzo di una corsa intensa, ma anche un 192 BPM quando si corre a velocità moderata, può spaventare un utente poco informato. Chi non ha altri riferimenti (come la mia fascia cardio) potrebbe prendere sul serio questi dati e allarmarsi. Il sensore PPG di Watch 2 sovrastima parecchio i battiti al minuto durante l’attività sportiva. E’ più a suo agio nel monitoraggio giornaliero “a riposo”, ma ne parleremo dopo.

Non credo dipenda dall’hardware, più dall’algoritmo responsabile della pulizia del segnale: fattori esterni come la luce del sole, la peluria, un tatuaggio sul polso sono interferenze che vanno escluse via software. Huawei ha installato i 2 LED verdi + il lettore IR su una sporgenza di 1 mm, ma solo il tempo e gli aggiornamenti firmware saranno indicativi. Dopotutto anche aziende come Garmin, Polar, TomTom e Apple hanno avuto bisogno di molti mesi prima di affinare i loro algoritmi.

Correre con l’app Strava permette di sfruttare il GPS integrato e avere una piattaforma capace poi di esportare i dati registrati (non possibile con l’app Allenamento) ma non migliora la precisione del sensore cardio. Nel complesso, in quel che riguarda il monitoraggio dell’attività sportiva intensa, Huawei Watch 2 resta in linea con gli altri Android Wear, quindi sufficiente e non di più. Dalla sua ha la buona integrazione con l’app Attività, tutti quei grafici e tutta quell’assistenza, ma uno sportwatch resta un’altra cosa.

Anche perché la sua autonomia non è costante quando è attiva la modalità sportiva. Con GPS e cardio attivi e l’app Allenamento, Huawei Watch 2 è passato in modalità Watch (solo orologio e contapassi, perdendo completamente l’attività precedente che non viene salvata) dopo 2 ore e 40 minuti della Maratona di Roma. Durante le altre uscite, ho avuto un consumo del 24-35% l’ora per poco più o poco meno di 3 ore di autonomia. Con l’app Strava il consumo è simile. Ad essere onesti è una durata che basta all’utilizzatore tipico di un orologio così. Huawei si sarà chiesta: quanti utenti corrono più di 3 ore continuative? E da lì ne è uscita la scelta di inserire una batteria da 420 mAh e restare sui 60 grammi – cinturino compreso. Però il confronto con Apple Watch 2 lo vede perdere di almeno 2 ore e conferma l’orologio Apple come l’unico in grado di coprire una maratona corsa a ritmo blando (fino alle 5 ore).

Huawei Watch 2 per tutti i giorni

Nell’uso quotidiano cambia tutto, perché l’approssimazione dell’attività fisica intensa non ha ripercussioni nel monitoraggio giornaliero. Ci sono notifiche di inattività, animazioni programmate per eseguire dello stretching sul posto, il conteggio delle scale, del numero di volte in cui ci siamo alzati dalla sedia, e grafici carini relativi alla giornata o alla settimana. L’indice di salute riassume i valori VO2max e BMI. E’ un bel lavoro che piacerà a chi cerca in questi orologi smart anche dei fitness tracker, degli aiuti per capire meglio il proprio corpo.

Huawei Watch 2 con Google Maps. Il display AMOLED rende bene in esterna ed il sensore regola bene la luminosità.

 

E poi Huawei Watch 2 è davvero piacevole da portare, leggo, costruito bene – per quanto non raffinato come il vecchio, e facile da gestire con l’app per Android e iOS. E’ un Android Wear 2.0 senza personalizzazioni importanti, ma completo di NFC per il supporto Android Pay, con microfono per Google Assistant e altoparlante per ascoltare le chiamate. La versione con SIM/eSIM (cassettino estraibile senza strumenti, basta staccare una parte del cinturino) lo rende indipendente e fa la differenza quando lo smartphone non può stare con noi o quando vogliamo fare streaming audio in 4G senza telefono.

L’ultima versione del sistema operativo per wearable di Google dà ancora l’idea di una bozza, ma il Play Store integrato, le gesture facilitate, la possibilità di rispondere alle notifiche, e lo streaming in mobilità, la rendono più adatta a tutti. Continuo a vederci poca ottimizzazione(esempi: certe UI non capiscono che il display è rotondo e non scalano come dovrebbero i loro elementi; nei minuti che seguono un riavvio ci sono evidenti perdite di frame rate in tutto il sistema; capita che le notifiche arrivino in ritardo o che ci sia qualche imprevisto nella comunicazione con lo smartphone). L’esperienza utente non è costante.

La base di ricarica USB di Huawei Watch 2. Porto l’orologio da 0 a 100 in 60 minuti.

Sia chiaro: il sistema non va male. Una volta al polso, una volta presa un po’ di confidenza, si usa senza pensarci. L’autonomia basta per 2 giorni al polso se non si fa sport, ma anche con 1 ora di attività in palestra arriva comunque a sera. La ricarica è veloce: 1 ora da 0 a 100% e pochi minuti per aggiungere comunque autonomia importante. Ci sono 2.3 GB di spazio libero per la musica o altri dati; Google prevede il download dei brani da Play Music ma, volendo, si possono aggiungere .mp3 via adb. Io non sono riuscito ad attivare una modalità di trasferimento da PC tradizionale, neanche installato (su Windows) l’applicazione Huawei HiSuite.

A dirvela tutta, mi sarei aspettato una piattaforma più matura, più solida. Qualcomm Snapdragon Wear 2100 usa 4 Cortex-A7, grafica Adreno 304 e RAM LPDDR3, e promette un’uscita a 640×480 pixel a 60 fps. Non ho dati certi sul refresh rate di questo smartwatch, ma posso assicurarvi che non è costante. E poi a volte Google Assistant non reagisce al comando vocale, a volte il tap su un’icona non viene registrato, a volte una notifica non vuole andar via. Tutti problemini software che speravo superati con l’aggiornamento 2.0 del sistema Google. Non è così.

Huawei Watch 2: pregi e difetti

 

Leggero, costruito bene, si tiene al polso senza compromessi.La connettività 4G LTE integrata lo rende indipendente.App per lo sport curate e potenti, sufficienti per l’amatore.Ha tutti i sensori necessari, ed è già pronto per Android Pay.
La ghiera è fissa, e riduce l’area di contatto del display.Android Wear 2.0 è ancora Android Wear.Non è adatto al nuoto.Il cardiofrequenzimentro è allarmante in modalità sport.

Considerazioni finali

Huawei Watch 2 è lo smartwatch Android Wear più adatto allo sport. Le sue applicazioni dedicate alla corsa, alla bici e all’attività fisica funzionano e hanno metriche avanzate. La sua componentistica hardware è moderna a completa, garante di aggiornamenti e supporto. Huawei ha tolto un po’ di lusso dal modello precedente ma ne è uscita una versione per tutti, ugualmente longeva e piacevole da tenere al polso. Per un atleta impegnato, non può essere il sostituto di uno sportwatch vero e proprio (Garmin, Polar, Suntoo, TomTom) ma questo lo sapevamo già. Chi sta cercando un dispositivo per fare attività fisica da abbinare ad uno smartphone Android, deve prendere in considerazioni una delle sue colorazioni; magari anche la versione con SIM card.

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