HUAWEI P20 PRO

519,00

condizioni: MOLTO BUONE

accessori:  SCATOLA – CARICABATTERIE – CAVO DATI – AURICOLARI

PROVA D’ACQUISTO DEL 14 APRILE 2018

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Descrizione

Descrizione

Cambio di marcia per Huawei dopo la cautela mostrata lo scorso anno con la serie “P”, d’altronde era inevitabile e il nuovo corso era prevedibile dopo l’eccellente Mate 10 Pro, uno dei migliori Android attualmente su piazza. Non possiamo definire P20 Pro come la sua naturale evoluzione, seppur il cuore tecnologico sia molto simile, cambia il target e il focus, completamente spostato verso l’esperienza multimediale e quella fotografica.

Devo esser sincero, non è facile come sembra provare e recensire uno smartphone che non ti da molti spunti di critica, P20 Pro è effettivamente completo e in grado di giocarsela con tutti. Ma ha un neo, un’unica e vera limitazione legata ai video e già discussa nel focus dedicato dei giorni scorsi. Vediamo tutto nel dettaglio, i temi da toccare sono tantissimi.

DESIGN A DUE FACCE, LA COLORAZIONE TWILIGHT FA LA DIFFERENZA

Mi piace come sia integrato il notch, tra l’altro occultabile via software, soluzione inevitabile se si vuol ridurre all’osso la cornice superiore e mantenere certi elementi come la fotocamera anteriore e la capsula auricolare (qui con altoparlante integrato). Sinceramente mi importa poco se Essential o iPhone X hanno aperto la strada, la critica fatta a fine MWC 2018 era infatti rivolta a chi è convinto di innovare col la sola tacca.

Non è il caso di P20 Pro, bello da morire con quella back cover Twilight e colori che cambiano a seconda della luce, si fondono gradualmente e donano un carattere sbarazzino ad un top di gamma. Scelta coraggiosa che credo sarà premiata, sono curioso di conoscere le preferenze a un anno dalla commercializzazione, e poi Ettore Patriarca ce li ha promessi nell’intervista di Parigi. Peso importante di 180g, ben spalmato e spiegato anche da una capiente batteria da 4.000 mAh che riesce a farmi sorridere a fine giornata, e lo dico in senso positivo.

Scocca in vetro, con back cover che curva e converge verso i lati facilitando la presa. Ecco, il grip: sono tanti i diretti concorrenti che usano questo materiale, ma il nuovo arrivato è quello che garantisce a mio avviso la migliore presa. Peccato per la mancanza di originalità nella parte bassa, praticamente copiata dal View 10 di Honor: il lettore d’impronte non sta li a caso, ho come il sospetto che abbiano realizzato il P20 Pro partendo da quella base, puntando ovviamente sul vetro per il posteriore e il notch per ampliare la diagonale del display.

Il lettore frontale rovina il buon lavoro fatto, sarà anche funzionale ma di certo antiestetico. Oltretutto lo uso 1 volta su 20 che sblocco lo smartphone, il riconoscimento è infatti rapido e preciso, un fulmine di giorno e affidabile anche in piena notte, a patto che siate a distanza non eccessiva. Non mi fa impazzire la capsula auricolare in bassorilievo, ma chiudo un occhio visto che è anche un secondo speaker che eleva l’esperienza di ascolto.

DISPLAY OLED DA 6.1 POLLICI

Non c’è davvero bisogno di andare oltre il full HD+, lo hanno capito praticamente tutti e su questo Huawei ha avuto ragione sin dall’inizio, ricorderete infatti lo scorso anno quando Sony aveva addirittura proposto un pannello 4K su uno smartphone. La verità è che il nostro occhio non percepisce poi la differenza tra full HD+ e Quad HD+, tanto che Samsung fornisce i suoi top di gamma con la prima risoluzione impostata di default e il motivo lo conosciamo tutti: il consumo.

E bene, su P20 Pro arriva ulteriore conferma che la risoluzione di 2244 x 1080 pixel su OLED basta e avanza, a fare la differenza è la luminosità, la tecnologia usata e altri aspetti. Secondo i miei test effettuati con Calman sono 434 i nits che raggiunge P20 Pro, con un delta E in scala di grigi non certo esaltante e pari a 8.8 (ricordo che il valore 3 è quello sopra cui non si dovrebbe andare in un mondo ideale). Contrasto infinito con neri estremamente profondi, tipici degli OLED, copertura sRGB pari al 138.3% e AdobeRGB pari al 87,8%.

KIRIN 970 NON DELUDE

Huawei non ha sfornato un nuovo SoC per l’occasione, a dire il vero non è ha bisogno vista la potenza di calcolo che è in grado di sprigionare il Kirin 970 e un sistema operativo ottimizzato per l’ultimissima distribuzione Android 8.1. Gira come una scheggia, è rapidissimo nel multitasking, nell’apertura e navigazione delle pagine web e in tutte le operazioni più comuni, non ci sono davvero compromessi.

La piattaforma hardware è la più completa su piazza. Qualcuno potrebbe storcere il naso per il Bluetooth in versione 4.2 anziché 5.0, forse unico piccolo compromesso che non ha un reale impatto sul mio utilizzo giornaliero. La velocità di banda superiore nel trasferimento (2 Mbps per il 5.0 e 1 Mbps per il 4.2) mi farebbe comodo, è vero, sarei poi curioso di sapere quale può essere il risparmio energetico effettivo se avesse avuto l’ultimissima versione sopra citata.

  • Sistema operativo: Android Nougat 8.1 + EMUI 8.1
  • Display 6.1 pollici 2244 x 1080 pixel OLED touchscreen, 402ppi
  • Processore: HiSilicon Kirin 970 octa-core 2.4GHz
  • GPU: Mali-G72 MP12
  • Memoria: 6GB RAM / 128GB storage
  • Fotocamera posterore: 40MP f/1.8 with (colori) + 20MP f/1.6 (monocromatico) + 8 MP f/2.4 (OIS)
  • Video: max risoluzione 4K @ 30fps
  • Fotocamera frontale: 24 Mp, f/2.0
  • Connettività: 802.11 ac Wi-Fi (2.4 and 5GHz), Bluetooth 4.2, NFC, GPS + Glonass + BeiDou, 4G LTE Cat 18, Type-C 3.1
  • Dual nano-SIM, Dual LTE
  • Batteria: 4000mAh
  • Altro: IP67 rating
  • Dimensioni e peso: 155mm x 73.9mm x 7.8mm / 180g

Ho giocato con tutti i titoli più esigenti e il P20 Pro non ha fatto una piega, mi sembra scontato vista l’eccellente GPU Mali-G72 che montano anche altri modelli di fascia altissima. A sostegno poi ben 6GB di memoria RAM, utilizzata mediamente al 55% e con 2.5GB sempre liberi e a disposizione.

Spazio di archiviazione in abbondanza con il taglio da 128GB, ma non è possibile espanderlo ulteriormente visto che lo slot può ospitare “soltanto” due nano SIM, capaci di lavorare contemporaneamente in LTE.

AUTONOMIA CHE MI LASCIA CON IL SORRISO

Squadra che vince non si cambia, mai frase fu più azzeccata. E allora, come su Mate 10 Pro, anche in questo caso l’unità in discussione è un’eccellente 4.000 mAh che si comporta come ci aspettavamo: da mattina a sera senza fare una piega. D’altronde, se guardate con attenzione, tra i due gioiellini di casa Huawei non corrono poi chissà quali differenze, anzi, sono quasi identici nella dotazione tecnica e dimensioni, con il più recente che vanta un display (sempre OLED) leggermente più grande di 6.1 pollici anziché 6.0 pollici.

Supero tranquillamente le 5 ore di schermo acceso, nei giorni più blandi arrivo a sera inoltrata con ancora il 30 o 35 percento di carica e, qualche volta, sono stato anche in grado di coprire anche parte della mattinata successiva. Non è lo stesso nei momenti più convulsi come il “Live Batteria“, ma regge bene e l’ho sempre utilizzato in configurazione dual-SIM. Ottimo lavoro, gli altri adesso devono seguire il buon esempio e osare di più, l’autonomia è troppo importante.

FOTO A 40 MEGAPIXEL COME NESSUN ALTRO

Gli aspetti da prendere in considerazione sono diversi, anche perchè le funzioni si moltiplicano e si fondono qui con le diverse fotocamere, aprendo ad un range di opzioni che bisogna effettivamente studiare ed analizzare nel dettaglio. Per l’occasione ho chiesto l’aiuto di un professionista, il nostro amico e fotografo Pier Sparello, specializzato in ritratti e amante del bianco e nero (date un occhio alle sue foto su Flickr e Facebook).

Partiamo dalle foto alla massima risoluzione tramite il sensore d’immagine protagonista: formato 1/1.73″ con struttura Quad Bayer, lente con lunghezza focale equivalente a 27mm e ben 40MP (le foto sono 7296 x 5472 pixel). Al di là dei dettagli tecnici, Huawei è riuscita davvero a superarsi e offrire su smartphone un livello di dettaglio praticamente inedito, associato ad un eccellente bilanciamento di bianco, esposizione e riproduzione cromatica.

Partiamo con esempio ripreso in pieno giorno con un bellissimo panorama davanti dal monte Barra. La prima foto è quella originale, a seguire una visuale sul crop 100% che ho eseguito e il crop stesso nel terzo file, con Lecco ben visibile e dettagli che sarebbero praticamente impossibili da vedere se la foto fosse stata eseguita con una risoluzione inferiore.

Exif: 1/3200 sec. f/1,8 3,95 mm, ISO 50

Nel secondo esempio vediamo la fotocamera a lavoro in un ambiente con luminosità ambientale decisamente più bassa e in automatico, si, perchè è quella che ci ha soddisfatti maggiormente, quella Pro richiede un’attenzione eccessiva nei settaggi e il risultato ottenuto non è superiore (in queste condizioni).

Unico motivo “reale” per usare la modalità Pro è il file RAW che si può ottenere, li si potrebbe aprire un capitolo a parte, ma tanti altri top di gamma permettono il salvataggio anche in questo formato (su P20 Pro ogni RAW pesa circa 75-80 MB, qui tre esempi scaricabili). Anche in questo caso vi propongo il medesimo set per mostrare quale sia l’area evidenziata nel crop. Davvero impressionanti i dettagli visibili andando ad indagare così in fondo e con questa luce bassa.

Exif: 1/250 sec. f/1,8 3,95 mm, ISO 400

NON TUTTO PASSA PER I 40 MP, C’E’ MOLTO ALTRO

Come già evidenziato nel confronto con Galaxy S9+, non sempre utilizzo la massima risoluzione, per il semplice fatto che mi piace poter scambiare le fotocamere ed avere a disposizione anche quella tele. Riducendo le pretese a 10 MP possiamo quindi contare su una maggiore flessibilità e usare con un click sull’iconcina “3X” la terza fotocamera da 8 MP con apertura f2.4, sensore 1/4.4″ e lente equivalente a 80mm stabilizzata (OIS).

Partiamo dalle foto realizzate a 10 MP con simili impostazioni viste nella categoria precedente. Scatto limpido con dettagli ancora ben visibili, in questo caso propongo un crop al 50% e un rumore di fondo molto contenuto nonostante la luce sia ancora bassa.

Exif: 1/50 sec. f/1,8 3,95 mm, ISO 100

Continuiamo con la terza fotocamera e i suoi scatti tele, ottica particolarmente spinta e adatta per ritratti o foto di dettagli, macro e altro ancora. Mi diverte molto e fornisce una profondità di campo inedita con le sue lenti, chiaro che il suo forte non è il dettaglio e andando ad indagare nell’ultimo crop lo si vede chiaramente.

Ma poco importa, ottima la scelta di Huawei di abbracciare questo sistema, fino adesso era stata ancorata per anni alla dual-cam con sensore monocromatico companion. Adesso risponde a tono a Samsung ed Apple, con il plus di una stabilizzazione e una modalità notturna del tutto particolare, che discuteremo tra un attimo.

In ultimo, tra le foto a colori, ho lasciato la modalità “Apertura” e quella “Ritratto”, anche se entrambe portano con sé un importante compromesso: distruggono il dettaglio, ‘piallano’ i pixel e rendono tutto liscio, bello in apparenza per social network e web. Usate quindi con cura entrambe, seppur l’effetto ‘Wow’ è assicurato a prima vista (si trasforma in un “wow” negativo se andate a guardare il crop).

Vediamo anche qualche scatto realizzato in bianco e nero con la seconda fotocamera da 20 MP, vanta un sensore monocromatico 1/2.78″, lente con lunghezza focale equivalente a 27mm e apertura f 1.6. Pier ha scattato sfruttando le diverse modalità a disposizione ma, ancora una volta, quella automatica appare la più bilanciata ed appagante, con quella ritratto che fonde i pixel e rende il dettaglio poco più inconsistente.

Ecco due scatti effettuati senza alcun effetto o filtro, notate il crop quanto dettaglio garantisce e la differenza con gli altri due, che riducono oltretutto la risoluzione automaticamente a circa 10 MP.

Ritratto e Apertura con il bianco e nero a risoluzione di 10 MP.

Particolarmente importanti anche gli scatti in condizioni di scarsa luminosità, Huawei ha realizzato una sezione dedicata denominata “Notte” dove convogliare quando si cerca un effetto ancor più particolare. In pratica si può godere di una lunga esposizione con acquisizione di luce maggiore rispetto all’ordinario, cosa già possibile su molti smartphone nella modalità Pro, solo che qui entra in gioco la stabilizzazione.

Huawei parla di ben 4 secondi di esposizione, ma non è così e basta il primo scatto a spiegarlo. L’auto e la persona non sarebbero visibili, in questo lasso di tempo sarebbero (e sono) scomparsi dalla scena, ma il risultato è più che soddisfacente e con altro competitor non sarei mai riuscito a raggiungere tale traguardo (il mosso sarebbe garantito a mano libera). I dati Exif parlano di “4 sec. f/1,8 3,95 mm e ISO 1000“, ma è chiaro che è impossibile, lo dimostra anche il tram passato a gran velocità nel secondo scatto.

Credo che l’apertura reale sia molto più bassa, circa un quarto di secondo, non di più, con eventuali altri scatti in ‘stile HDR’ che si sovrappongono e aggiungono luce, elementi, dettagli, anche di notte. Il sistema rielabora l’insieme e ci da una foto notturna inedita. Quel che conta è il risultato, ovvio, quindi plauso a Huawei.

Devo tuttavia ammettere che la modalità Notte non è quella che ho usato di continuo, anzi, l’ho pure trascurata. Il motivo è semplice, non ho sempre voglia di aspettare 4 secondi e altri 2-3 per l’elaborazione, con lo smartphone si mira al punta e scatta il più delle volte e il risultato è stato altrettanto buono, seppur i presupposti siano differenti.

Infine gli autoscatti, con la fotocamera da 24 MP che non riesce a raggiungere l’eccellenza espressa da quelle posteriori. Come già visto nel confronto con Galaxy S9+, riesce a garantire dei buoni scatti ma tende a sovraesporre, lo si vede chiaramente nella terza e quarta foto. Spesso rilevo poi dei micro mossi, si ha così la percezione che la foto non sia perfettamente a fuoco.

Voglio sottolineare che l’intelligenza artificiale non è sempre ben voluta, il riconoscimento automatico delle scena a volte forza verso direzioni forzate. Mi è capitato, ad esempio, che volendo scattare una foto di un panorama in automatico e il sistema ha deciso di sparare i colori al massimo della saturazione perchè lo aveva interpretato come un prato.

Risultato? Foto eccessiva e poco realistica, attenzione quindi a fidarvi troppo, i suggerimenti delle scene sono ovviamente disattivabili. Si dovrebbe lavorare meglio nell’ottimizzazione dell’app fotocamera, completa ma non al massimo dell’intuitività.

VIDEO OTTIMI MA… STABILIZZAZIONE CHE LIMITA IL 4K

Capitolo a parte per il comparto video, viste le premesse con le foto mi attendevo qualcosa che andasse di pari pari e invece tutto viene viziato da una strana gestione della stabilizzazione. Possiamo registrare alla massima risoluzione 4K a 30fps, peccato che in questo caso manchi la stabilizzazione elettronica (EIS) che Huawei ha tanto decantato. Non può esser attivata neanche se vogliamo registrare a 60fps in full HD, dobbiamo quindi accontentarci dei canonici 1080p a 30fps.

Per me è un limite oggettivo, anche perchè stiamo parlando di un top di gamma e vorrei sentirmi libero di acquisire alla massima risoluzione senza paura dei tremolii. Peccato davvero, perchè la qualità delle immagini è decisamente aumentata rispetto al passato e questo neo vizia inevitabilmente i video, soprattutto se pensiamo alla concorrenza che si spinge fino al 4K a 60fps e con tanto di stabilizzazione ottica.

Altra particolarità riguarda la gestione software da ottimizzare, non è infatti possibile scambiare intuitivamente le due fotocamere (quella da 40 MP e la companion tele da 8 MP) durante la registrazione, non c’è alcuna iconcina “1X e 3X” a indicarcele come nelle foto. Il passaggio è comunque possibile con il classico pinch-to-zoom e relativi scatti spiacevoli a schermo durante la registrazione, spero si potrà sistemare via software.

AUDIO STEREO

La capsula auricolare non è delle più belle, anzi, in controluce stona se si fa attenzione ai dettagli, ma ha il grande vantaggio di integrare un secondo speaker per la riproduzione dell’audio in uscita (dedicato agli alti). Lavora in concomitanza con lo speaker inferiore principale, così da fornire un audio di qualità superiore e capace di variare corposità se orientiamo lo smartphone in portrait o landscape.

Adesso hanno quasi tutti risposto all’appello, parlo dei principali produttori che in questa tornata hanno sapientemente deciso di concentrarsi maggiormente su questo fronte; godersi un filmato, ascoltare musica e giocare sono cose che faremo con più interesse e coinvolgimento.

CONCLUSIONI

La domanda, arrivati a questo punto, è cosa manchi a questo Huawei P20 Pro per esser il migliore in assoluto su piazza, perchè di questo si tratta. Ebbene il limite più importante sono per me i video, se anche quelli fossero stati all’altezza delle sue foto allora avremmo tranquillamente potuto incoronare questo modello come il “Re del castello”.

Altro neo riguarda il lato estetico, con la porzione bassa (frontale) totalmente identica a quella di Honor View 10, ecco questa cosa mi fa storcere il naso, perchè si scontra con l’ottimo lavoro fatto nel realizzare un bel dispositivo e ricorda questo brutto vizio di copiare dai modelli già in commercio e nel proprio portfolio da mesi. E poi si, vorrei anche il Bluetooth 5.0, ma è una piccolezza.

Questi sono gli unici appunti che ho elaborato in questo periodo di utilizzo intensivo del P20 Pro, per il resto è lo smartphone 2018 da battere, perchè vanta il miglior sistema di fotocamere (frontale esclusa), autonomia da podio assoluto, prestazioni senza compromessi e l’ultimissima distribuzione software che gira senza un minimo lag.

A qualcuno la EMUI non piace, credo sia molto soggettivo, è vero che copia alcuni degli elementi visti in iOS (provate a condividere una foto o file e confrontate la schermata e le icone, anche nel posizionamento) e servirebbe più originalità, ma basta anche poco per personalizzare ulteriormente l’interfaccia e porre una pezza. Da quando siamo andati oltre la 5.0 mi trovo decisamente meglio, è più vicina alla stock e ha finalmente eliminato quell’orribile centro notifiche a due schede.

E quindi si, P20 Pro è uno smartphone da consigliare e che vale i soldi richiesti, a listino lo vediamo a 899€ ma siamo nelle prime settimane di commercializzazione, mi aspetto qualche ribasso a stretto giro. Questa è la conferma che ancora c’è una differenza palpabile rispetto agli ottimi midrange, che costano la metà, hanno prestazioni del tutto simili ma non certo le chicche più avanzate viste in questa recensione. Provate a scattare di notte, ve ne innamorerete.

PRO E CONTRO

DISPLAY LUMINOSOERGONOMIAAUTONOMIAFOTOSBLOCCO CON VISO RAPIDOPRESTAZIONI
VIDEO NON STABILIZZATI IN 4K E 60FPSLETTORE IMPRONTE ANTERIORE ANTIESTETICOBLUETOOTH 4.2

VOTO 9

Informazioni aggiuntive

Informazioni aggiuntive

Display

6.1

Ram

Memoria

Camera

41

Doppia sim

S. O.

Android

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